Scooby Doo

Sfida Auditel tra vecchi e nuovi cartoni

Spesso ci si domanda, tra i nostalgici dell’animazione classica, nella convinzione che i cartoni di una volta siano migliori, se essi riescano ad ottenere risultati di ascolto pari a quelli dei cartoni più recenti, amati dalle nuove generazioni, e anche come mai le televisioni puntino così poco sui vecchi cartoni.

Il blogger Antonio Genna espone saltuariamente i dati di ascolto di tutti i cartoni animati in onda sulle televisioni generaliste. Così ho pensato di analizzare questi numeri, per ottenere un quadro perlomeno indicativo delle preferenze dei telespettatori italiani in fatto di animazione.

Dall’analisi dei dati relativi allo share dall’inizio di quest’anno risulta che il cartone animato classico più apprezzato dai bambini è “Scooby Doo”, in onda su Italia1, che negli ultimi sette mesi ha ottenuto uno share medio del 10,92%. A seguire troviamo “Braccio di Ferro”, trasmesso da Raidue, che ha registrato uno share del 9,95%. Seguono ancora “L’ape Maia” (Italia1, 9,20%), e “Il mistero della pietra azzurra”, la cui programmazione è stata sospesa da Italia1 dopo solo due settimane e sei episodi andati in onda. Tuttavia, benchè disponiamo di soltanto due dati, relativi al 4 e al 13 giugno, la media del 9,16% risulta essere superiore al valore medio delle tre rilevazioni di “Creamy”, da cui “Il mistero della pietra azzurra” è stato sostituito, che registra uno share dell’8,14%.

Altri vecchi cartoni animati andati in onda dall’inizio dell’anno sono il campione di ascolto “Tom & Jerry”, il cui share si assesta attorno al 9% (più precisamente 8,95%), trasmesso la sera su Raidue in contemporanea al TG1 e al TG5, e ancora “Doraemon” (8,45%), “Picchiarello” (7,93%), “I Puffi” (7,63%) e “L’orso Yoghi” (7,10%), tutti in onda nella mattina di Italia1.

Se prendiamo in considerazione proprio i cartoni di Italia1, possiamo notare che solo “Scooby Doo” si avvicina allo share medio della rete, stabilito all’11,50%, mentre gli altri sono tutti piuttosto al di sotto. Ben diversa è invece la situazione di altri cartoni di produzione più recente, che sembrano assecondare maggiormente i gusti dei giovani telespettatori. “Spiderman” registra infatti uno share medio del 15,09%, i “Pokemon” del 14,44%, “Keroro” del 13,74%, per non parlare dei record che ottengono quotidianamente “Dragon Ball”, “Naruto” e “Hunter X Hunter”. Hanno raggiunto ottimi risultati anche “Spongebob” (11,34%) e Yugi-Oh (11,43%). Su Raidue si segnalano invece per l’alto share “Le incredibili avventure di Zorori” (14,10%), “Lilo & Stitch” (13,54%) e “Winx Club” (13,02%). E ancora “Pretty Cure” (10,90%), “La banda di Monica” (10,18%) e “A scuola con l’imperatore” (10,01%), tutti con dati superiori a quelli rilevati per i cartoni classici, esposti precedentemente.

La conclusione che si può trarre, quindi, è che sia più fruttuoso per i direttori di rete programmare serie più moderne, che fanno salire gli ascolti e di conseguenza le entrate pubblicitarie. Tuttavia non sempre gli orari di collocamento agevolano i vecchi cartoni, che vengono mandati in onda alle 7 di mattina, come ad esempio “I Puffi”, oppure tra le 8 e le 9, quando i bambini sono ormai quasi tutti a scuola e probabilmente gli appassionati di vecchie serie sono al lavoro e non possono contribuire ad alzare gli indici di ascolto. Forse la fascia migliore da dedicare all’animazione cult sarebbe quella tra le 20 e le 21, così come evidenziato anche da un sondaggio proposto sul sito Cartoni80.it.

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