Guillermo Mordillo

Chi era Mordillo, il fumettista senza parole

Il geniale disegnatore e illustratore argentino Guillermo Mordillo Menéndez, conosciuto semplicemente come Mordillo, è morto all’età di 86 anni sabato 29 giugno sull’isola di Maiorca, in Spagna, poche ore dopo aver accusato un malore mentre si trovava a cena con la sua famiglia in un ristorante della città di Palmanova.

Mordillo è celebre nel mondo per le sue vignette umoristiche, le sue strisce animate e le tante illustrazioni stampate su libri, diari, quaderni, biglietti di auguri, poster e puzzle, con cui sono cresciuti i bambini della generazione anni 80. Tra i suoi disegni più famosi, quelli dedicati allo sport, in particolare al calcio e al golf, le dissacranti tavole sull’amore di coppia e quelle con al centro gli animali della giungla, tra cui le indimenticabili giraffe.

A partire dai primi anni ’70, Mordillo è stato tra i disegnatori più pubblicati in tutto il mondo. A decretarne la fama è stata l’originalità delle sue opere, caratterizzate da colori vivaci e da uno straordinario senso umoristico, capace di raccontare vizi e vezzi dell’uomo moderno sempre con sagacia e ironia, toccando svariati temi legati alla società contemporanea. Nei suoi lavori si mescolano la semplicità del disegno, fatto di linee e forme tondeggianti, e la complessità di significati. Lo stile inconfondibile e riconoscibile di Mordillo e il suo tenero umorismo hanno fatto presa sia sul pubblico infantile che su quello adulto. I personaggi che popolano il suo immaginario sono buffi omini paffutelli, dal naso tondo enorme, bianchissimi in un mondo colorato, che per esprimersi non utilizzano la parola, ma si affidano ad una divertente gestualità, catturando inevitabilmente l’attenzione e la fantasia. Li vediamo muoversi in grandi spazi urbani, tra grattacieli oppure su campi di calcio o da golf o ancora immersi nella natura, tra le montagne, nella foresta profonda o su isolotti deserti, colti in situazioni romantiche, sportive, poetiche, esilaranti o surreali. Mordillo, inoltre, ha spesso reso protagonisti gli animali, da quelli esotici a quelli più comuni come le mucche, le cui avventure sono state raccolte in diversi volumi di incredibile successo. Iconiche sono diventate le sue giraffe dal collo esageratamente lungo.

Guillermo Mordillo

La storia di Mordillo è quella di una persona che per tutta la vita non ha mai smesso di seguire la propria passione per il disegno, sviluppando il suo talento fin da bambino e continuando a creare anche negli ultimi giorni della sua esistenza.

Guillermo Mordillo nacque a Buenos Aires, da genitori spagnoli, il 4 agosto 1932, coetaneo dell’altro famoso disegnatore argentino Quino, il creatore del personaggio di Mafalda. Durante l’infanzia, trascorsa nel quartiere povero di Villa Pueyrredón, le sue passioni erano giocare a calcio in strada e sedersi a disegnare al tavolo della cucina di casa. Attratto dal cinema, negli anni dell’adolescenza si appassionò a Charlie Chaplin e Buster Keaton, mentre i personaggi di Walt Disney alimentarono il suo amore per il disegno e per l’animazione. A 16 anni ottenne il diploma di illustratore alla locale scuola di giornalismo. Due anni dopo lavorò all’animazione di alcune fiabe per bambini per la compagnia di José Burone Bruche. Nel 1952 fu coinvolto nella fondazione dei Galas Studios, dedicati alla produzione di cartoni animati. Nel frattempo continuò a sviluppare la sua carriera come illustratore e pubblicò alcune strisce su giornali locali.

Nel 1955 si trasferì a Lima, in Perù, lavorando per una agenzia pubblicitaria. In questo periodo scoprì la passione per il golf, che successivamente influenzò la scelta dei suoi soggetti. Dopo aver realizzato cartoline di auguri per l’azienda americana Hallmark, leader del settore, nel 1960 si spostò a New York, dove ottenne un lavoro negli studi della Paramount come disegnatore per i cortometraggi di “Braccio di Ferro” e “La piccola Lulù”.

Nel 1963 venne in Europa, stabilendosi a Parigi, e dopo qualche tempo iniziò a disegnare per la carta stampata, collaborando con le riviste “Le Pelerin” e “Paris Match”. Poiché non padroneggiava bene la lingua francese, scelse di non far parlare i suoi personaggi. Questa mancanza di testo ha finito per caratterizzare tutta la sua produzione. Nel corso della sua carriera, ha realizzato pochissimi disegni con il dialogo e, tra questi, molti sono onomatopeici. Il suo primo disegno senza parole fu pubblicato nel 1966 sul numero 4368 di “Le Pelerin”. Due anni dopo la rivista tedesca “Stern” iniziò a ristampare i suoi fumetti, facendolo conoscere in Germania. Da lì a poco il successo internazionale divenne inarrestabile. L’universalità dei suoi disegni umoristici, che non necessitavano di traduzione, lo fecero apprezzare in tutto il mondo. Le sue illustrazioni, stampate su calendari, vestiti, giocattoli, cartoline e materiale scolastico, hanno generato un enorme merchandising, rendendo Mordillo uno dei disegnatori di maggior successo commerciale. Negli ultimi anni stava lavorando per una produzione tedesca ad un film in computer-grafica 3D, in cui per la prima volta i suoi animali avrebbero parlato.

Oltre che in cartoleria e sui giornali (dal “Guerin Sportivo” a “Il Mago” a “L’illustrazione dei piccoli”), i bambini italiani hanno conosciuto Mordillo anche grazie ai cartoni animati. Tra il 1976 e il 1981, infatti, i suoi personaggi e le sue idee furono utilizzati dall’artista sloveno Miki Muster per creare “Mordillo”, una serie di 400 brevi corti animati (per un totale di 300 minuti), che furono presentati a Cannes e venduti alle televisioni di 30 nazioni diverse. In Italia la serie fu trasmessa dalla tv di stato Rai, all’interno del contenitore “Cartoni magici”, in onda il pomeriggio sulla Rete 1, a partire da dicembre del 1983. Le strisce animate furono in seguito replicate da Italia1 nel programma “Smile”, condotto da Gerry Scotti, finendo poi anche sulle tv locali.

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