Al cinema con gli anime

In un libro la storia dei film di montaggio italiani tratti dai cartoni giapponesi

“Al cinema con gli anime” ripercorre il fenomeno delle serie animate ridotte per il mercato italiano a lungometraggi da proiettare in sala

Tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, nel nostro Paese si assisté a un fenomeno peculiare: alcune serie animate giapponesi, da poco in onda sulle reti televisive nazionali, si affacciarono nelle sale cinematografiche della penisola, grazie alla proiezione di film di montaggio realizzati in Italia appositamente per il circuito distributivo tradizionale, soppiantando in breve tempo i meno fortunati lungometraggi d’animazione importati dal Giappone.

Jacopo Benini, nel suo libro “Al cinema con gli anime. I film di montaggio italiani tratti dalle serie televisive giapponesi negli anni Ottanta”, pubblicato dalla Società Editrice La Torre, racconta quell’affascinante fenomeno.

Il libro, che si estende su 344 pagine e include illustrazioni in bianco e nero, presenta una panoramica dettagliata di quel periodo a tratti controverso. Benini riporta quali serie animate sono state oggetto di questa conversione dal piccolo al grande schermo, quanti titoli sono stati realizzati nel corso degli anni e, soprattutto, quali criteri e modalità sono stati adottati in fase di montaggio degli episodi originali.

Tra i cartoni animati reduci dal successo ottenuto in televisione e approdati sul mercato cinematografico italiano con uno o più film, troviamo: “Barbapapà”, “Kimba il leone bianco”, “Heidi”, “Atlas Ufo Robot”, “Jeeg Robot, uomo d’acciaio”, “Capitan Harlock”, “L’Apemaia”, “Candy Candy” e “Lulù l’angelo tra i fiori”

Una delle caratteristiche più interessanti del libro è che Benini non si limita a esaminare gli aspetti tecnici di questi film di montaggio, ma si immerge anche nel contesto socio-culturale. Attraverso documentazioni dell’epoca, testimonianze dirette e interviste a studiosi e attori coinvolti nella realizzazione di quelle pellicole, il libro offre una visuale completa e approfondita per ricostruire la storia produttiva di tali operazioni, individuando differenze e analogie con i contemporanei modelli industriali del cinema d’animazione in Giappone.

La prefazione di Gianluca Di Fratta, esperto di storia e cultura del fumetto e di cinema di animazione giapponese, aggiunge un ulteriore livello di autorevolezza e approfondimento al lavoro di Benini. Le interviste a figure chiave come Riccardo Billi e Malisa Longo, Dario Muras, Massimo Nicora, Davide Pulici e Mario Verger arricchiscono il libro con prospettive uniche e ricordi preziosi legati alla realizzazione di questi film.

Jacopo Benini, nato a Ferrara nel 1996, è laureato in Mediazione Linguistica e Culturale presso l’Università degli Studi di Padova, e in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale presso l’Alma Mater Studiorum di Bologna. Nutre un profondo interesse scientifico verso l’ambito dei flussi mediali transnazionali, con particolare riguardo ai processi di adattamento e localizzazione dei testi audiovisivi dai contesti socioculturali di produzione a quelli di importazione e nuova ricezione.

“Al cinema con gli anime” è un volume che non può mancare nella libreria degli appassionati di animazione, degli studiosi dei media e di tutti coloro che sono interessati alla cultura popolare degli anni Ottanta. Con il suo rigore accademico e le sue ricostruzioni puntuali, questo libro getta nuova luce su un capitolo affascinante e spesso trascurato della storia dell’animazione in Italia.

al cinema con gli anime copertina

Fonte consultata: Società Editrice La Torre

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